sabato 1 giugno 2013

Fabbriche contaminate d'arte

 

 


 
Qualche giorno fà ho incontrato mia sorella. Mi ha conservato due grosse buste di vecchie magliette di cui ha deciso di liberarsi dopo aver fatto il cambio stagione. Non erano quel tipo di magliette nuove di cui ormai stufe cerchiamo di sbarazzarcene. Alcune erano decisamente fuori moda, altre usurate. Io stessa era indecisa se riciclarle nel contenitore di Humana oppure tentare un'impavida operazione di riuso. Ovviamente ho optato per la seconda. La sfida era ardua e decisamente allettante e nonostante la prospettiva di un risultato finale di qualità e esteticamente valido non fosse così scontata sapevo di potercela fare. Come di routine ho iniziato il lavoro lavando i capi anche se erano già puliti, ma questo passaggio è importante per stabilire se ci sono eventuali macchie presenti e se queste possono essere rimosse. Dopodichè ho proseguito con lo smontaggio dei capi, ovvero ho ritagliato tutti i pezzi che erano ancora in buone condizioni e ho classificato i pezzi di stoffa ricavati per fantasia, colore e consistenza. Il passaggio successivo è stato la creazione di modelli che mi permettessero di assemblare in maniera coerente e ponderata il materiale a mia disposizione.
I modelli finali creati sono frutto delle mie ultime esperienze, che come al solito sono di grande ispirazione per le mie creazioni. Amo la strada, mi piace camminare, osservare, ma soprattutto mi piace pedalare, mi dà un senso di libertà. Mi hanno colpito dei murales che incotro spesso pedalando, allo stesso tempo mi è capitato di conoscere gente diversa, quei mix di caratteri ed esperienze che solo la strada riesce a mettere insieme in armonia. Questa linea è una "parentesi leggera" ispirata e dedicata a chi liberamente vive la sua unicità nelle strade...quelle fabbriche contaminate d'arte.

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